Si si, lo so che qualcuno sarà già andato a controllare. Siamo ancora in Pennsylvania. Questo stato infinito sembra non volerci liberare. Oggi siamo partiti bene, poche soste e una bella andatura, ma siamo ancora un po’ indietro con le miglia previste. Alla fine oh, in Pennsylvania diciamocelo, non è che ci sia granchè. Oggi pur volendo non c’erano poi troppe foto da fare. Un’immensa foresta con in mezzo un paio di interstate gigantesche. Sinceramente non immaginavo che un giorno l’avrei mai detto, ma non vedo l’ora di arrivare nell’Ohio. Akron, Columbus e Cincinnati già mi stanno promettendo cose ben diverse da Belleforte, PA.
Oggi comunque il percorso ci ha dedicato una di quelle situazioni che rimarranno nella storia. Come dicevo, la Pennsylvania, non è così variegata se parliamo di panorama, e sfiderei chiunque a capire dove si trova nel bel mezzo di una qualsiasi strada che la percorre. Ma noi motociclisti germanesi non avevamo niente in contrario, anzi poche distrazioni e via, dovevamo fare più chilometri possibile. Certo però che ogni tanto qualcosa la noti, e io infatti ho notato in silenzio che un ponte alla mia destra, nel bel mezzo del passaggio, aveva una bandiera americana in bella vista e non ho potuto fare a meno di pensare al nazionalismo insito in ogni parte dello stato, persino sui ponti. Nel pomeriggio poi, dopo un paio d’ore di strada, ho notato in silenzio che un ponte alla mia destra, nel bel mezzo del paesaggio, aveva una bandiera americana in bella vista e non ho potuto fare a meno di pensare al nazionalismo insisto in ogni parte dello stato, persino sui ponti.
Ecco, ho notato anche io la stessa cosa, ci dev’essere un errore. E’ impossibile aver visto lo stesso ponte, la stessa bandiera, la stessa foresta dopo due ore di strada. Ma in realtà qualche deviazione c’era stata, e la possibilità che avessimo commesso un banale errore, per quanto strana, esisteva. Dopo poco alcuni lavori in corso che occupavano una corsia mi costringevano a tenere la sinistra, esattamente come avevo fatto un paio d’ore prima. Il dubbio a quel punto diventava timore. Ci voleva l’interfono, giusto per essere rassicurato. “Alain?”. La risposta era di quelle che non vuoi sentire in questi casi “So già cosa stai per dirmi”. Silenzio, ma lungo eh. Stavamo pensando la stessa cosa, una serie di deja-vu imbarazzante, troppo evidente per essere un caso. E io “Quindi?”. Silenzio.
Questo scambio di battute ci sta facendo ancora parlare. Non abbiamo ancora capito se da qualche parte abbiamo sbagliato strada percorrendo due volte lo stesso punto, oppure in effetti in Pennsylvania non hanno la fantasia.
Ma insomma alla fine siamo a Clarion, città che non abbiamo idea di come sia, ma che in realtà ci ha offerto un fantastico motel stile Psycho, compreso il receptionist completamente fagliante in qanto a incisivi superiori e posteriori. Domani finiremo la giornata a Cincinnati, Ohio, lì so che i motel sono in stile Shining.



Queste sono le cose che ricorderai per sempre e che racconterai e racconterai e racconterai e racconterai….
Ti ho mai detto di quando sono stato a Marsiglia?
Commento di Moebius — giugno 5, 2009 @ 7:34 am |
Adesso è il punto in cui dico di no, giusto?
Commento di ilgallo — giugno 6, 2009 @ 5:18 am |
Commento di Moebius — giugno 7, 2009 @ 3:02 pm |