E siamo arrivati in Arizona.
Mi piace. Mi è piaciuta tanto. C’è un sacco di deserto e un sacco di riserve indiane. Forse questa giornata è una delle più belle da quando siamo partiti.
Certo però, il lato indiano è tutto finto, sempre tutto molto americano.
Sulla interstate è pieno di cartelli che ti chiedono di svoltare alla prossima uscita per vedere un villaggio indiano. Ricostruito. C’è qualche nativo americano che vende i suoi mocassini (che non ho capito perché uno dovrebbe comprare i mocassini dei nativi americani), e qualcun’altro che vende fossili. Poi tutto finto. Insomma non è granchè, e quando anche ci fosse qualcosa di vero in qualche riserva indiana ancora esistente, già il fatto di farla vedere ai passanti mi ricorda tanto un Grande Fratello versione aborigena.
Sta di fatto che noi dagli indiani non ci siamo fermati, e l’unica cosa che ci interessa sono le foto fatte al tramonto sulla 66, che anche se hai una polaroid degli anni 60 vengono fuori capolavori.
La serata la stiamo passando a decidere cosa fare domani. Flagstaff, storicamente, è il punto di partenza per tutti quelli che come noi viaggiano per poter arrivare alle bellezze naturali dell’Arizona o del Nevada. Perciò anche noi dobbiamo pianificare un nostro giro. Quello che è sicuro è che purtroppo la Monument Valley è saltata perché evidentemente troppo fuori mano per poter organizzare una visita anche lì. Ci restano i più famosi Grand Canyon e Death Valey. Insomma le solite cose da turisti, ma certo arrivarci da New York ha tutto un altro sapore.
Per questo, in giro per gli Stati Uniti, ci è capitato più volte di chiacchierare con delle persone del luogo, e tutti, e dico tutti, si meravigliano ogni volta per quello che stiamo facendo. Uno in Oklahoma ci ha fatto una foto ricordo, per farla vedere ai suoi cari.
Ma in fondo non è niente di speciale.
La cosa speciale invece, è quando sei sulla strada, verso l’ora del tramonto, con la schiena che inizia a fare male e il sedere che non vuole essere da meno. A quel punto sei tu, i tuoi pensieri, il sole che cala nel deserto e la 66 che ti accompagna.
Questa è la cosa veramente speciale.


