La strada che ci portava al Grand Canyon stamattina era bellissima.
Foreste e fresco avevano di colpo preso il posto del deserto, e anche il tempo assecondava la sensazione, con vento e pioggerellina al seguito.
Ci abbiamo messo poco per arrivare alle porte del Grand Canyon Park, ma ci siamo fermati poco prima, all’aeroporto. Da lì abbiamo scelto un volo in elicottero per ammirare il Grand Canyon. Foto che non potrai mai fare se volessi farle dalla terraferma, abbiamo deciso che l’occasione non poteva sfuggirci.
Ed in effetti le foto, la sensazione di starci dentro, è stata impagabile.
Un giro di un’ora nel bel mezzo della gola più grande dell’Arizona e siamo tornati in strada.
Oggi eravamo un po’ svogliati a dire la verità, e ci siamo goduti un po’ la historical 66, con i suoi negozietti e il suo tramonto, che non smetterò mai di descrivere.
Finalmente a pranzo abbiamo deciso di onorare l’indiano americano, con un pasto in uno dei locali costruiti per i turisti. Ecco l’errore, uno dei pranzi peggiori ci è stato servito al tavolo da un timido nativo americano. Per recuperare stasera, una volta arrivati a Kingman, abbiamo deciso di cenare messicano, con tanto di Corona. Finalmente qualcosa di mangiabile, sempre pregando che le portate non fossero troppo spicy.
L’Arizona è decisamente lo stato che preferisco. Ha varietà di paesaggi, il deserto, le montagne, ci sono molti più motociclisti (tutti in Harley, ovvio) e i paesini non sono poi così trasandati come ci si aspetta.
Domani ci aspetta il Nevada. Siamo ancora tanto indecisi. Viaggio naturalistico? Viaggo culturale? Viaggio senza scopo? Non sappiamo ancora, domani la strada ci detterà il passaggio.
Ovviamente la 66.


