Dopo un po’ di miglia, arrivati a ora di pranzo, dovevamo decidere cosa fare.
Se fossimo andati a visitare la Death Valley avremmo fatto molte miglia, molto tardi, e forse per il decimo giorno non era proprio il massimo. Ma se non ci fossimo andati forse saremmo stati un po’ stretti per la riconsegna della moto.
Decidiamo di vederla subito, e così abbiamo fatto.
Qualche miglio di strada e arriviamo a Beatty, che dai cartelloni, come sempre, sembrava un paesino molto carino e accogliente, tappa perfetta prima della partenza per la valle. Ovviamente, come sempre, si rivela il luogo più spettrale che abbia mai visto in vita mia. Da non credersi, un paesino tutto in ordine, con la scuola, la biblioteca, il museo, lo sceriffo. Ma tutto irrimediabilmente chiuso. No, non chiuso in realtà, abbandonato. Una città fantasma, però abitata da poche assurde persone. Ogni volta ci chiediamo cosa possano provare quelle persone vivendo lì. Ogni volta non riusciamo a darci una risposta.
Fuggiamo via dal posto paradossalmente per trovare rifugio nella valle della morte. Dopo aver pagato l’entrata senza che nessuno controllasse il biglietto, abbiamo iniziato il giro.
La Death Valley è deserto puro. Nel momento in cui ti fermi, spegni il motore e scendi dalla moto, ti accorgi la totale assenza di suoni. Nè una macchina, nè una forma di vita, niente. Il tuo respiro e il vento. Sensazioni di una rarità impensabile al giorno d’oggi.
Visitiamo un paio di siti, uno addirittura dove un centinaio di anni fa qualcuno ci aveva fatto una ricchezza estraendo borax (ancora ci chiediamo cosa sia). Il simbolo della sua piccola fabbrica erano i venti muli che usava per fare su e giu dalla valle per il trasporto. Una domanda ci è venuta spontanea, chi ci avrebbe lavorato in un posto così. Beh, la risposta, anche se cent’anni fa, non sarebbe molto dissimile da quella di oggi. I cinesi, che per un dollaro al giorno, lavoravano, mangiavano e dormivano lì.
Iniziava a fare tardi, e dovevamo metterci in marcia per trovare un paesino degno di rimanerci per dormire. Ma prima ci siamo fermati nel posto credo più bello di tutto il parco, il celeberrimo Zabriskie point, dal quale abbiamo ammirato uno degli spettacoli naturali più belli che abbia mai visto.
La foto parleranno da sole, ma nel frattempo mi tengo la sensazione di paura, silenzio, tranquillità, emozione, che oggi la Death Valley mi ha regalato.
Chissà se ho reso l’idea.

![Vang Vieng Laos in Early Morning Light [Explore #2, THANK YOU] Vang Vieng Laos in Early Morning Light [Explore #2, THANK YOU]](http://static.flickr.com/7081/7243785822_e3f22708c6_t.jpg)
